Religione

Vi è una disputa sull'etimologia della parola religione. Secondo Cicerone (106 a.C.-43 a.C.) l'origine è da ricercarsi nel verbo relegere o religere, "ripercorrere", "rileggere", ovvero riconsiderare diligentemente ciò che riguarda il culto degli dei, dando vita a una scrupolosa osservanza degli atti e dei dettami religiosi per ingraziarsi i loro favori.
Secondo Lattanzio (250-327) e in seguito Agostino d'Ippona (354-430), il termine religione deriva dal verbo religàre, "legare, vincolare", intendendo con ciò l'unione dell'Uomo con Dio.
Abbiamo quindi una religione "formale", che pone l'accento sull'ortodossia della prassi religiosa, e una religione per così dire più intima, personale, che cerca un rapporto diretto tra l'Uomo e il Creatore.
Noi desideriamo offrire al lettore il seguente concetto di religione, enunciato da un grande Uomo di Spirito che ha saputo fondere in sé la religiosità cristiano-occidentale con quella induista-orientale.

Che vuol dire “Religione”?

Giocando con le parole, Religione è ciò che ci “religa” [lat. religare: legare, mettere in relazione con], prima di tutto a noi stessi …

poi agli altri …

e poi a tutta la terra, alle piante, agli animali, alle cose, alle stelle …

mi “religa”, mi fa sentire parte di questa avventura cosmica,

e mi “religa” ancora a questo che si può chiamare il Divino, l’Infinito, lo Sconosciuto, l’Ineffabile, Dio o comunque lo si voglia chiamare.

Questo per me è Religione.

Raimond Panikkar

(da una intervista a Raimon Panikkar, tratta dal documentario «L'arte di vivere» - TSI Televisione svizzera – 2000)