Cappella Sant'Antonino: via ai restauri

Cappella Sant'Antonino, pezzi di affreschi

Giù pezzi di affreschi,
via al restauro

San Marco: la cappella di Sant’Antonino attendeva da anni una cura. I guai provocati dall’acqua

Corriere Fiorentino, 19 Dic 2017

di Ivana Zuliani

Sul pavimento e sull’altare della cappella di Sant’Antonino nella chiesa di San Marco ci sono frammenti di affresco: un pezzo si è staccato dalla volta ed è finito a terra frantumandosi. «Sono stati la pioggia e il vento dei giorni scorsi» spiega padre Fausto Sbaffoni raccogliendo i resti. «Pazzesco» esclama Mario Mùrino, mentre documenta con l’occhio del restauratore e la macchina fotografica l’ennesimo danno: non c’è più tempo, i restauri della volta non possono aspettare oltre.

Oggi cominceranno i lavori, attesi da anni. «La prima tappa sarà fare una copertura provvisoria, esterna, alla lanterna, da dove entra pioggia». L’acqua, che filtra da feritoie, ha rovinato i materiali lapidei e cancellato grosse parti dei dipinti che decorano la cupola e che raffigurano scene della vita di Sant’Antonino Pierozzi, arcivescovo di Firenze, che proprio qui riposa. La sua salma non sarà spostata durante i lavori, come richiesto dai padri domenicani e dai parrocchiani: verrà messa un’impalcatura a protezione delle spoglie, che rimarranno visibili ai fedeli.

«Lo stato di degrado ha intaccato non solo pellicola pittorica ma anche il laterizio sottostante e quando si sfarina il laterizio è un brutto segnale», spiega Mùrino, titolare dell’impresa che eseguirà i lavori, la Mùrino restauri d’arte, con sede a Milano e a Firenze. Lui è esperto in materiali lapidei, ha appena terminato un restauro nella chiesa di San Paolo Naufrago a La Valletta, Malta, in cui ha risistemato 40 tombe ad intarsio sostituendo mille pezzi fatti con 50 tipi di diversi di marmi di secoli anni fa, di cave che non esistono più, recuperandoli in vecchi magazzini. La cappella di San Marco fu commissionata dalla famiglia Salviati per ospitare degnamente le spoglie di Sant’Antonino (nella cripta sono sepolti anche i Salviati). Fu iniziata nel 1579 su progetto del Giambologna ed è decorata da affreschi e tavole di Alessandro Allori, Giovanni Balducci, Giovan Battista Naldini, il Passignano. «Ha una particolarità che la rende unica — spiega Mùrino — anche gli archi e il tamburo sono in materiale lapideo naturale, ovvero marmo di Carrara; di solito invece ci si fermava al cornicione». Oltre al ponteggio esterno verrà portato all’interno un carrello per poter analizzare da vicino gli affreschi e tamponarli. Questi primi interventi saranno fatti in somma urgenza, in primavera poi inizierà il restauro dei dipinti: in tutto i lavori dureranno due o tre anni. Gli interventi saranno finanziati dal Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. «Prima di tutto abbiamo dovuto ricercare il proprietario della cappella e non è stato facile: la chiesa appartiene al Ministero degli Interni, il convento alla Curia, il museo alla Soprintendenza», racconta Silvio Calzolari, docente alla Facoltà teologica dell’Italia centrale. È particolarmente legato a questa chiesa, non poteva accettare che cadesse a pezzi, così insieme a padre Fausto si è mosso per ottenere autorizzazioni e cercare finanziamenti per i lavori, coinvolgendo Mùrino. «Sono anni che notiamo una pioggia di frammenti dal soffitto, abbiamo fatto istanza alla Soprintendenza e alle autorità competenti, ma gli interventi da fare sono tanti e i fondi limitati. Questa cappella è un gioiello, finalmente verrà restaurata».

Cappella Sant'Antonino