Il dialogo nasce dalla fraternità

Di Massimiliano Colelli, Toscana Oggi, 20 novembre 2016

Presentato il volume «Dov’è tuo fratello?» sui rapporti tra ebraismo, cristianesimo, islam

«Il dialogo interreligioso necessita della contemplazione di Dio ed è espressione di fede, amore e speranza per il superamento dei muri di diffidenza, indifferenza e ignoranza. Il dialogo è tanto più autentico e fruttuoso quanto più favorisce nelle singole persone e nelle comunità religiose il rapporto con Dio secondo la propria fede». Con queste parole mons. Gastone Simoni - Vescovo emerito di Prato e componente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la · giustizia e la pace - ha messo in evidenza il senso del dialogo tra le confessioni religiose alla presentazione del libro Dov'è tuo fratello? Ebraismo, Cristianesimo e Islam in dialogo (Edizioni San Paolo) che si è svolta giovedì 10 nell’Auditorium della Cassa di Risparmio di Firenze in Via Folco Portinari.

Ai saluti di don Francesco Todaro del Centro Culturale San Paolo sono seguiti gli interventi di Leonardo Bianchi, docente di Diritto Costituzionale e referente dei gruppi di Dottrina Sociale della Chiesa per la Toscana, Izzedin Elzir, imam di Firenze e presidente dell'Unione comunità islamiche d'Italia, nonché degli autori del testo mons. Paolo Tarchi, parroco di San Martino a Mensola e già direttore dell’Ufficio nazionale della CEI per i problemi sociali e il lavoro, e Silvio Calzolari, docente di Storia delle religioni orientali e Islamologia presso l'Istituto superiore di scienze religiose a Firenze.

«Il tema della fraternità - ha sottolineato Bianchi - è tra i pilastri del pontificato di Papa
Francesco ed è centrale nell'Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium.

L’approfondimento dei vari aspetti attuativi ed applicativi dell'Evangelii Gaudium è il compito che il Santo Padre ha affidato alla Chiesa italiana al V Convegno Ecclesiale Nazionale. Il principio di fraternità è inoltre strettamente collegato all'impianto pluralista della Costituzione italiana».

Mons. Tarchi ha asserito che «il libro nasce grazie ai messaggi di Papa Francesco per le Giornate Mondiali della Pace e a una esperienza di condivisione concreta: da tre anni il rabbino Joseph Levi, l'imam lzzedin Elzir, le loro famiglie ed io trascorriamo insieme le vacanze al campo estivo dell'Opera La Pira cui partecipano giovani provenienti da vari Paesi e di diverse confessioni religiose. In virtù dell'eredità lasciata da Giorgio La Pira, Firenze è nel panorama italiano una eccellenza nel dialogo interreligioso».

«Il dialogo tra le confessioni religiose - ha evidenziato Elzir - non è sincretismo ma rispetto della fede di ognuno nella fraternità senza cancellare le identità ma valorizzando le diversità perché diventino ricchezza. Spesso parliamo di diritti e doveri dimenticando la spiritualità e la gratuità, fattori importantissimi alla base dell'umanità e fondamentali per la costruzione di un nuovo umanesimo. Dobbiamo altresì lavorare insieme per aiutare pacificamente i Paesi in cui non c’è libertà religiosa nei percorsi di democrazia e libertà appellandoci ai governi al fine di una maggiore
sensibilizzazione».

Calzolari ha spiegato che «la fraternità è un sentimento non basato sul do ut des e riguarda il rapporto non solo con il simile ma anche con il dissimile: consiste nel dare con gratuità, riconoscendo la diversità e al contempo la comune natura umana. Il concetto di fraternità non esprime passività ma un movimento verso l’altro: siamo fratelli delle persone di cui ci facciamo prossimi. Quando la religione diventa strumento di potere, prestigio, privilegio, interessi economici personali e di grandi gruppi non è più religione ma ideologia».