Il senso vero della fraternità che va oltre ogni credo religioso

di Duccio Moschella — La Nazione, giovedì 7 luglio 2016

CHE SIGNIFICATO ha la parola “fraternità”? Un ebreo, un cristiano o un musulmano riesce a vedere un fratello in chi non condivide la propria fede? Che ruolo ha il fondamentalismo nelle diverse esperienze religiose? È possibile una «comunione nelle differenze» per sconfiggere la povertà, le guerre e custodire la natura come casa comune? Quattro domande cui rispondono in un libro delle edizioni San Paolo, rav Joseph Levi rabbino capo di Firenze, Izzedin Elzir imam di Firenze e presidente Ucoii (Unione comunità islamiche d’Italia), e il professore Silvio Calzolari docente di storia delle religioni all’Istituto superiore di scienze religiose Ippolito Galantini, cui si aggiungono le riflessioni di monsignor Paolo Tarchi, parroco di San Martino a Mensola e coautore del volume insieme al professor Calzolari. In un’epoca di tensioni, fondamentalismi e terrorismo, un’occasione per percorrere la via del confronto reciproco. L’opera ha la prefazione di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei e la postfazione di monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole e vicepresidente della Cei per l’Italia centrale. In appendice i testi di papa Francesco, Benedetto XVI e Giorgio La Pira che hanno fornito lo spunto per il dibattito.

Tutto nasce dall’incontro che si è tenuto fra gli autori e i due ospiti il 18 marzo dello scorso anno a San Martino a Mensola, «una serata - disse nei saluti monsignor Tarchi - nata dallo studio fatto in parrocchia dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium e dei due messaggi della pace del Papa per il 2014 e il 2015. Soprattutto nell’Evangelii Gaudium, emerge il dovere dei cristiani di lavorare per la pace, dovere che si suppone comune alle altre religioni. L’essere fratelli nella diversità è un compito difficile, ma necessario».

«Dobbiamo ribadire con forza la volontà del dialogo, dal quale può nascere un mondo diverso – aggiunse il professor Calzolari – Esistono più tipi di fraternità. La prima è basata sul rapporto di sangue, di stirpe, ma è destinata a fallire. Un altro aspetto è la fraternità basata sulla condivisione di una fede: Gesù e i discepoli, il rapporto sodale. Ma c’è di più, ovvero il rapporto fraterno che va al di là della religione: se noi riconosciamo nell’altro un uomo che ha la nostra stessa dignità facciamo il passo decisivo».