Monte Kōya, Museo: il Bodhisattva Seishi

Sezione: 
il Bodhisattva Seishi

Statua di legno stuccato e dorato del 1221, alta 48 cm. Fa parte di una triade nella quale, al centro, sta un'immagine alta 79 cm del Buddha Amida, fiancheggiato, a destra, dal Bodhisattva Kanon (sanscrito Avalokitesvara), e a sinistra dal Bodhisattva Seishi (s. Mahasthamaprapta) qui raffigurato. Si tratta d'un gruppo di piccole sculture di squisita finezza, nelle quali si rispecchia piuttosto la civiltà cortigiana, urbana, pacifica dell'epoca precedente, di Heian (794-1 185), anziché quella dei secoli di Kamakura (1185-1333), pervasi da uno spirito guerriero che si manifesta spesso in opere di più drammatica tensione. Ricercato, ma indovinato, il contrappunto tra serenità del volto e ricamo dorato dell'aureola.

Nel Buddhismo del Mahayana, il Bodhisattva si distingue dal Buddha per essere un santo il quale, pure avendo raggiunto l'illuminazione, rinuncia al nirvana e ai frutti di beatitudine che ne conseguono, per restare nel ciclo delle vite e delle morti, della contingenza e del dolore, al fine d'aiutare gli altri esseri viventi nel cammino verso la luce. Il Bodhisattva Seishi (Mahasthamaprapta) viene ritenuto da molti deificazione d'un personaggio storico, cioè di Maudgalyayana, uno dei principali discepoli di Sakyamuni Buddha. Seishi viene rappresentato di rado in India, Tibet, Nepal, ma figura talvolta nell'arte cinese; in Giappone si presenta come personaggio di notevole importanza iconografica, specie quando funge - come in questo caso - da compagno al Buddha celeste Amida, in triade con Kanon (Avalokitesvara). (Per altri particolari si veda: Alice Getty, The Gods of Northern Buddhism, Oxford, Clarendon Press, 1928, p. 2 14. Nuova edizione, Tokyo, Tuttle, 1962)