Monte Kōya, Museo (Reihōkan): il Buddha celeste Amida

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il Buddha celeste Amida

Stendardo arrotolabile di carta incorniciata di seta (kakemono), di tarda epoca Kamakura (sec. XIII o XIV). La porzione dipinta misura 107 X 82 cm. La figura rappresentata in meditazione profonda è il Buddha celeste Amida (sanscrito Amitabha) che presiede alla nostra, quarta, epoca (kalpa) nella storia del cosmo. Il gesto rituale delle mani (mudra) è chiamato in giapponese jo-in (sigillo della concentrazione). Il colore rituale è rosso. Sulla corona d'oro viene rappresentata la Suprema Pentade del Buddhismo esoterico (vedi scheda 3). Le aureole, oggi nere per degradazione dei colori originali, sono orlate di fuoco.

Questo kakemono (come il precedente in cui si rappresenta Dai-Nichi Nyoai) è un mirabile esempio, tra tanti, dell'arte ispirata dal Buddhismo esoterico delle sette Shingon e Tendai, che fiorirono con tanta esuberanza e splendore nei secoli del Medioevo giapponese (secoli XII-XV della nostra èra). I pittori dell'epoca, profondamente ispirati, riuscivano talvolta - come ci sembra avvenga in questi casi - a fondere con straordinario successo tre elementi che parrebbero incompatibili tra di loro: una suggestione metafisica irresistibile, che pida davvero l'animo e la mente verso gli empirei sibillini del Tutto nel vortice imperscrutabile dei suoi misteri, un'eleganza da icona che partecipa insieme dell'emblema e dell'ideogramma, infine una sottile delicata, soave carnalità umana che commuove, come una musica, chi guarda.