S. Antonino: personaggio da riscoprire in tutta la sua attualità

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di Emanuela Ulivi — Edizioni Medicea Firenze, giugno 2017

Povero per i poveri, arcivescovo senza mantello né stemma nella Firenze rampante del quattrocento, teologo e asceta, pastore che del suo gregge conosce vizi e virtù. Domenicano “osservante”, attaccato all’”albero della nave spirituale” attraversa le turbolenze della Chiesa, del suo ordine, interloquisce coi papi e la Firenze dei mercanti, dei banchieri e della peste. Santo e poi, con S. Zanobi, patrono della città e dell’Arcidiocesi di Firenze, Antonino Pierozzi ha ancora molto da dire. Sono i versi di una terziaria domenicana, alcuni dialoghi estemporanei, citazioni dalle sue opere e dagli scritti, anche di Giorgio La Pira, le immagini puntuali, disseminati nel libro a lui dedicato da Silvio Calzolari e Nino Giordano – Antonino Pierozzi, Un santo domenicano nella Firenze del Quattrocento, Edizioni Polistampa -, a dirigere la scoperta di un santo inedito, sorprendentemente attuale. Poco più di 100 pagine per far emergere le saldature tra S. Antonino e i gangli della sua città, la sua arte, la sua cultura, il potere. Da San Domenico a San Marco, da Cosimo dei Medici al Beato Angelico. Ne descrive l’estensione spirituale, la capacità di critica e di dialogo, la carità che non offende ma difende, la sua attenzione alla dignità dell’uomo in tutte le sue espressioni, personali e sociali. Un santo dall’atteggiamento decisamente moderno, che rivolse attenzione alla scienza e ai mutamenti culturali. Curioso dell’Umanesimo e colto fino a presagire lidi ulteriori, nel campo della fede come in quello della ragione.