A Firenze le tavole dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, inventore ma anche cantante, musicista, ideatore di strumenti musicali

Di Giancarlo Passarella, musicalnews.com, 17 luglio 2019

Sino al 24 Agosto nel nuovo spazio espositivo Carlo Azeglio Ciampi (siamo in Via de’ Pucci 16 all’angolo con Via Cavour) non vi perdete la mostra dedicata alle Tavole dell’Ultima Cena con protagonista il volume Collection des Têtes, realizzato da André Dutertre, artista, accademico di Francia e insigne incisore e pubblicato a Parigi nel 1808. Come è stato raccontato in conferenza stampa, vi è anche un discreto alone di mistero, perché … La sua genesi è totalmente sconosciuta. È plausibile supporre un guizzo dell’Imperatore Napoleone Bonaparte (incoronato Re d’Italia proprio a Milano nel 1805), desideroso di disporre di un volume con le stampe del Cenacolo vinciano dopo esserne rimasto affascinato dalla visione. Nel corso dei secoli nessuno prima di Dutertre aveva mai dedicato un volume allo studio o alla rappresentazione dell’Ultima Cena. Il primo libro dedicato al Cenacolo fu scritto dal “milanese” Giuseppe Bossi nel 1810 (Del Cenacolo di Leonardo da Vinci: libri quattro), due anni dopo la pubblicazione del volume di Dutertre e, cosa incredibile, in esso non è presente alcuna menzione all’opera del grande incisore francese.

In conferenza stampa il padrone di casa (visto che siamo nella sede della Regione Toscana) è stato Eugenio Giani, preciso, certosino e leggiadro nel tessere quel tessuto storico su cui poi la vicenda delle tavole ha avuto modo di evolversi, anche perché l’abile manovratore forse è proprio stato quel Napoleone le cui origini toscane sono conclamate e verificate. La mostra verte specificatamente sulle tavole che racchiudono le copie che fece fare di quel capolavoro che è L’Ultima Cena: di questo volume esistono allo stato attuale delle ricerche solo pochissime copie al mondo, meno di dieci, compresa questa presente in mostra, tutte custodite in biblioteche pubbliche di grande prestigio. La copia in mostra, dedicata alla Regina d’Olanda Hortense Eugénie Cécile de Beauharnais, è impreziosita dalla firma in originale dello stesso Dutertre. Particolarmente apprezzata in conferenza stampa la disanima (esoterica e sincronica) che il professor Silvio Calzolari ha fatto del genio di Vinci riflettendo anche sui posizionamenti peculiari delle dita dei suoi quadri che sono anche la rappresentazione di precisi accordi musicali, accordi che rimandano ai concetti di sposalizio alchemico, alla musica delle sfere, al numero 1,618 (meglio conosciuto come sezione aurea): l’emozione è stata forte quando è stata raccontata la storia che sta dietro alla esistenza di queste tavole, sfiorando a momenti situazioni vicine a racconti fantastici stile Dan Brown, ma financo inseribili in uno dei film con James Bond come protagonista. Silvio Calzolari ha evidenziato come Dutertre fu uno dei primi a sottolineare che l’apostolo Giovanni ritratto nel dipinto fosse (secondo lui) in realtà una donna e parlò di Maria Maddalena, scatenando così tutta una serie di riflessioni.