GIACOMO CASANOVA: 1798 o 1803? Una fine senza fine

Casanova

di Armando Torno — Il Sole24Ore, 13 maggio 2018

Giacomo Casanova non finirà mai di stupire……

Giacomo Casanova nato a Venezia nel 1725, secondo gli storici, finì i suoi giorni come bibliotecario nel castello del Conte di Waldstein, a Dux (oggi: Duchov), ad un centinaio di chilometri dalla capitale Ceca. Qui, il 4 giugno del 1798, sarebbe morto più o meno serenamente dopo aver ricevuto i Sacramenti.

Il Principe Charles Joseph de Ligne (1735-1814) nelle sue “Mémoires et Mélanges” (Vienna 1807) ci offre testimonianza degli ultimi momenti di vita di Casanova, anche se non indica la data ed il luogo della morte: “ Passò gli ultimi cinque anni ad agitarsi, desolarsi, a gemere per le sorti ingrate della sua patria…. . Ricevette, con raccoglimento i sacramenti e spirò dicendo < Gran Dio, e voi testimoni della mia morte, ho vissuto da filosofo e muoio da cristiano> . Quante cose in poche parole… .“ ( Mémories, Paris, 1807, IV,41-42).

Fin dagli inizi del secolo scorso, prendendo per buono un “registro dei morti” di Dux (conservato nell’Archivio di Stato Ceco, SOA- Litomerice) scoperto nel 1860, era maturata la certezza che il nostro veneziano avesse finito i suoi giorni in Boemia il 4 giugno del 1798. Ma secondo alcuni repertori biografici, risalenti ai primi decenni del 1800, potrebbe essere morto a Vienna, cinque anni dopo, esattamente nel 1803.

La prima fonte è il grande regesto biografico “Biographie Universelle ,histoire par ordre alphabetique de la vie publique et privée de tous les hommes” pubblicato, in 52 volumi, dal Michaud, tra il 1811 e il 1843, a Parigi e Lipsia. A pagina 99 del settimo volume di quest’opera, alla voce “Casanova”, si afferma chiaramente che: “On varie sur la date de la mort de Casanova; le uns le font dècèder en Bohème en 1799; d’autres assurent qu’il finit ses jours à Vienne en 1803. Nous adoptons cette derniere version”. La voce porta la firma di Alphonse de Beauchamp (1769-1832), insigne storico e biografo.

La curiosa affermazione è riportata letteralmente anche nella “Biografia universale antica e moderna, ossia: storia per alfabeto di tutte le persone che si distinsero per opere, azioni, talenti, virtù e delitti” pubblicata a Venezia tra il 1828-1838, da Giambattista Missaglia. Nel vol. LXXII di questa biografia (“Supplimento”,vol. IV, pag.571) si afferma infatti che: “ Si varia intorno alla data di morte di Casanova; gli uni lo fanno morire in Boemia nel 1799,degli altri assicurano che egli terminò i suoi giorni a Vienna nel 1803. Noi adottiamo quest’ultima”.
La stessa notizia compare anche nell’edizione del 1830 dell’”Enciclopedia Americana, A Popular Dictionary of Arts, Sciences, Literature, History, Politics and Biography” pubblicata, da Francis Lieber e Carey, a Philadelphia Boston e New York nel 1830 ( vol.II, pag.551).

Una ulteriore conferma si trova anche nella “Biografia degli italiani illustri nelle scienze, lettere ed arti del secolo XVIII e dei contemporanei” di Emilio de Tipaldo (Venezia 1834-1845): “ Casanova… non cessava di studiare, quando lo colse l’ultima ora sua, il che fu trovandosi a Vienna nell’anno 1803” (vol. II, pag.393). La voce su Giacomo Casanova fu scritta da Bartolomeo Gamba ( 1766-1841), libraio, tipografo e collezionista di curiosità.

Anche Costantin Wurzbach ( 1818-1893) nella sua “Biographisches Lexicon des Kaiserthums Oesterreich” ( prima edizione, vol.2, Vienna,1856, pag.297) solleva qualche dubbio sulla data e sul luogo di morte di Casanova:”… si afferma che sia morto nel giugno del 1803, secondo alcuni a Duchov, secondo altri a Vienna”.

Il primo studioso che affermò con certezza che Casanova fosse morto a Dux nel 1798 fu Ferdinand Bretislav Mikovec in un famoso articolo (“Jakub Casanova v Cechach” cioè: “Giacomo Casanova in Boemia”) pubblicato nella decima annata (1860) della rivista “Lumir”. Mikovec riuscì a vedere il “registro dei morti” che riporta il nome di Casanova e a renderlo pubblico. Ma, a lungo, la notizia non fu del tutto accettata.

Che dire? La morte di Casanova sembra nascondere un mistero. Con questo non vogliamo, in alcun modo, affermare che la notizia del suo decesso a Dux nel 1798 sia falsa; anzi, se leggiamo la sua ultima lettera, del maggio 1798, a Elisa von der Reke (1754-1833),dove si firma “Casanova mourant”, resta difficile pensare che non sia morto nel giugno dello stesso anno. Inoltre, fino ad ora, non sono stati ritrovati scritti o documenti autografi del grande Veneziano risalenti ad anni successivi.

Ma quale effettiva veridicità può avere il famoso “registro dei morti”? Nessuno mette in dubbio che possa essere stato scritto all’epoca della morte di Casanova anche se è pieno di inesattezze. Lo scritto conferma il decesso di un certo:” Herr Jakub Cassaneus ein venezianer, im 84 jahre”,cioè del “ signor Jakob Cassaneus, veneziano, morto a 84 anni”; poi, sullo stesso foglio, qualcuno aggiunse ”Cassanova”. Perché gli errori? Casanova era ben conosciuto da tutti; anche i domestici del castello ed il medico di Duchov, l’irlandese Jakub O’Reilly, lo chiamavano in modo corretto. Inoltre l’età riportata è sbagliata: nel 1798 Casanova aveva ben 11 anni di meno.

Gli storici supportano la notizia del “ registro dei morti” con un verbale di dibattito sull’ eredità di Casanova (Duchov,11 giugno 1798, conservato nell’Archivio statale di Praga) dove viene affermato che il Veneziano sarebbe deceduto senza testamento. Ma anche questa notizia è ben strana. Dopo il 1797, il nostro anziano avventuriero entrò in corrispondenza epistolare con Cécile de Roggendorff, una fanciulla di ben cinquant’anni più giovane di lui. A Cécile avrebbe promesso di “ lasciare in legato” i volumi della “Storia della mia Vita”. In altre parole sarebbero andati a lei in lascito testamentario. Ma che fine ha fatto, se c’è mai stato, il testamento di Casanova? Possibile che l’anziano avventuriero, così meticoloso ad annotare, a compilare documenti su documenti, lettere su lettere, non abbia lasciato niente di scritto in merito alle sue ultime volontà? Ogni cosa è possibile; la mancanza è, però, ben strana. Inoltre, nella lettera di risposta della gentildonna, si parla di “ quindici volumi” e non di dodici; dove sono andati a finire gli ultimi tre volumi della “Storia della mia Vita”? Troppi misteri circondano gli ultimi anni di Casanova.

Secondo una tradizione boema piuttosto tarda e forse ad uso dei turisti, la tomba di Casanova sarebbe stata composta ,in un primo momento nel parco del castello di Dux, dove il Conte avrebbe fatto erigere “ un monumento pieno di gusto” in memoria del suo bibliotecario. Il sepolcro sarebbe stato, in seguito, traslato altrove. Forse nel vecchio cimitero del villaggio (dietro la cappella di Santa Barbara, da dove proverrebbe il “registro dei morti”) distrutto, purtroppo, negli anni Trenta del secolo scorso e trasformato in un parco pubblico. Anche la targa che ricorda la sepoltura di Casanova fu posta in tempi a noi più recenti.

E se Casanova non fosse morto a Dux? Quali potrebbero essere stati i motivi del suo viaggio a Vienna? Cosa potrebbe aver spinto il grande Veneziano a far perdere tutte le sue tracce? Ammettendo che il certificato di morte sia un falso messo in atto all’epoca di Casanova, chi può aver avuto interessi ad inscenare la sua morte per farlo scomparire? Forse non lo sapremo mai. L’unica cosa certa è che proprio nel 1803, nella capitale austriaca, morì in estrema miseria suo fratello minore, il famoso pittore Francesco (1727- 1803) al quale era molto legato. E se Casanova fosse corso al capezzale del morente? Naturalmente si tratta solo di un’ipotesi, non supportata da alcuna prova. È un’ipotesi che non farà che aumentare i misteri sulla vita e sulla morte di Casanova che altri vorrebbero addirittura sepolto anonimamente nella chiesa di San Barnaba a Venezia.

Silvio Calzolari è autore del libro: ”Casanova Vita. Amori. Mistero di un libertino Veneziano”, Luni editrice, Milano,2018; e direttore del Comitato scientifico del “Museo Casanova” di Venezia.