Istoria delle turbolenze della Polonia

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Con prefazione di Silvio Calzolari

“Io mi accingo nella fine di quest’anno 1773, a scrivere la storia della presente rivoluzione della Polonia, nata da turbolenze che fecero verificarsi in quel vasto regno disgrazie, che non si possono ricapitolare senz’orrore”. Inizia in questo modo la Istoria delle turbolenze della Polonia di Giacomo Casanova, che tra le tante etichette affibbiategli, riesce a cucirsi addosso anche quella di storiografo di fatti contemporanei. L’opera doveva constare di sette volumi in totale, ma fu interrotta al terzo tomo, nel 1774, per un litigio tra l’autore e lo stampatore goriziano Valeri. Scritta in italiano e pubblicata in forma anonima, è un libro di estrema rarità (le copie conosciute sono pochissime) e al tempo stesso è un testo importantissimo per illustrare quell’arco di tempo, tribolatissimo, che va dal 1762 al 1770 circa.

Il manoscritto del quarto tomo (la seconda parte del secondo tomo) fu scoperto nel 1967 da Giampiero Bozzolato nell’archivio dello studioso statunitense James Rives Childs, che aveva microfilmato molti degli appunti e dei carteggi casanoviani che provenivano dal castello di Dux in Boemia, di proprietà del Conte Waldstein, di cui il Veneziano fu bibliotecario negli ultimi anni di vita. L’opera che qui si presenta è completa della lunga parte inedita ritrovata.

La Istoria delle turbolenze della Polonia è basata sul materiale raccolto da Casanova a Varsavia quando frequentava la ricca biblioteca del Vescovo Zaluski, ma anche e soprattutto conversando con testimoni oculari o persone ben informate dei fatti che avevano vissuto.

La lettura di queste pagine ci rivela un Casanova attento storiografo, che analizza i fatti con il piglio dello studioso, oltre che severo giudice del lusso e della corruzione che ne può derivare.

Emerge, infine, una figura che contrasta con la maggior parte dei profili fatti su di lui, contaminati da visioni più o meno romantiche che lo vorrebbero solo libertino, avventuriero, amante dei bei vestiti, del gioco e delle donne. Casanova era anche quello, ma soprattutto fu un finissimo osservatore immerso nei fatti del suo tempo al momento giusto: ha vissuto e conosciuto il suo secolo in modo assoluto e ce ne ha lasciato memoria indelebile.


Giacomo Casanova (Venezia, 2 aprile 1725 – Duchov, 4 giugno 1798), è stato uno scrittore, poeta, diplomatico, filosofo, agente segreto, massone, alchimista, avventuriero, cittadino della Repubblica di Venezia. Le sue gesta sono state da lui stesso descritte con grande dovizia di dettagli nella Storia della mia vita e le quasi 5.000 pagine hanno una freschezza e una piacevolezza di lettura tale da farci amare profondamente il millesettecento e considerarlo come l’ultimo dei grandi secoli nei quali aveva ancora, forse, un senso, vivere una vita “spericolata”.

Casanova fu autore di decine di libri, libretti, repliche e discussioni, tra i quali uno è considerato il primo bestseller della storia: La storia della mia fuga dai piombi. Casanova ebbe la capacità, l’audacia e la possibilità di conoscere e avere a che fare con tutti i grandi uomini del suo tempo: re, regine, imperatrici, nobili, ma pure Mozart, Cagliostro, e le persone comuni che hanno segnato il suo vivere come segnano oggi, il nostro; visse appieno la vita del suo secolo, tra amori, glorie, bassezze, duelli, miseria e nobiltà e riuscì a racchiudere in sé ogni singola molecola della sua esistenza, diventando il più grande avventuriero mai esistito.

Di Giacomo Casanova Luni Editrice ha pubblicato:
Lana Caprina
Icosameron