Saggistica

L’al di là buddista: il “paradiso“ del Buddha Amitabha

di Silvio Calzolari

1) Uno sguardo alle origini

Mi piace iniziare il nostro viaggio nell’al di là e nei “paradisi” buddisti proprio con la domanda che l’uomo si pone da sempre: Chi sono io?

Una volta il filosofo Arthur Schopenhauer camminava lungo una strada immerso nei suoi pensieri quando andò a sbattere violentemente contro un passante che, incollerito, gli urlò contro: ”Guarda dove vai. Chi credi di essere?”. Il filosofo, ancora

Chi sono? Cosa è l’io? Nessuno lo sa.

Maitreya: Il Messia d’Oriente

di Silvio Calzolari

Uno degli aspetti più importanti in molte religioni- e anche in quella galassia (o nebulosa) di scritti e personaggi appartenenti ai vari movimenti New Age – è l’annuncio e l’attesa di un Salvatore futuro, profeta, messia e taumaturgo, capace di instaurare sulla terra un secolo “aureo” di pace e d’armonia. Parlare di messianismo significa riflettere sulla “realtà ultima” immaginando un possibile futuro. Subire il fascino del futuro ci porta a considerare la nozione di “tempo” che non tutte le civiltà e culture immaginano allo stesso modo. Dobbiamo così iniziare a distinguere tra culture che hanno una visione del tempo “lineare“ e altre che ne hanno invece una “ciclica”. Tra queste due visioni la differenza è nettissima : la concezione “lineare“ presuppone che il tempo, come la storia, abbia un inizio ed una fine , l’alfa e l’omega; quando finirà di scorrere si apriranno le porte dell’al di là. Si ipotizzano così una fine del mondo definitiva e un “giudizio universale”. La concezione “ciclica“ propone invece un éschaton (realtà ultima) che definitiva non sarà mai.

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