Salviamo i Frati

Di Rossella Conte, La Nazione, 22 gennaio 2018

Sfratto a 4 monaci. «Per loro 13mila firme»

Tutta Italia contro la chiusura di San Marco. In campo anche Cacciari, Augias, Givone

«Salviamo San Marco e sal­viamo anche Firenze» è l'appello lanciato e sottoscritto da un centinaio di personaggi del mondo della cultura tra cui spiccano Massimo Cacciati, Roberta De Monticelli, Sergio Givone, Vito Mancuso e Corrado Augias. Un appello che sta girando in maniera riservata tra gli studiosi e gli intellettuali che hanno a cuore il futuro di San Marco. Una petizione di alto livello che si affianca a quella già pro­mossa dall'associazione degli Amici della Basilica di San Marco e dall'associazione Beato Angelico per cercare di scongiurare appunto 'il rischio di chiusura del convento di San Marco, già deliberata nel settembre del 2013, poi rinviata a quando fosse stato concluso il processo di beatificazione di Giorgio La Pira. Ma a luglio la sorpresa: il Capitolo provinciale dell'Ordine dei domenicani ha ribadito fermamente la volontà di sopprimere il convento di San Marco in tenipi rapidi e accorpare quindi i quattro padri a quelli di Santa Maria Novella. Non solo. La 'fine' della comunità di San Marco metterebbe a rischio anche l'attività della Biblioteca Levasti, unica a Firenze per le sue dotazioni librarie in scienze religiose, e della Rivista di Ascetica e Mistica.

Una scossa per gli intellettuali che chiedono di difendere il convento che fino a questo momento «è stato un punto di riferimento contro la nuova barbarie» attraverso «la sua storia e la sua attività spirituale e culturale» e per tutta la città. Infatti, la petizione portata avanti dalle associazioni ha raggiunto nel giro di poco più di un mese quasi 13mila firme. «Ogni giorno riceviamo nuove sottoscrizioni, si tratta di un presidio culturale molto importante». spiega Bash D'Abramo dell'associazione Beato Angelico. «La decisione - si legge sul testo della petizione - ha suscitato sorpresa, incredulità, preoccupazione, perché San Marco dal XV secolo fa parte integrante della storia e dell'identità della città, perché San Marco è il convento domenicano più famoso al mondo e uno dei più ricchi di opere d'arte, uno dei principali centri del Rinascimento, un laboratorio dove si sono fecondate a vicenda la religione cattolica, la cultura e l'arte. Nel corso di quasi sei secoli moltissimi personaggi illustri (nella santità, nella cultura, nell'arte, nella politica) hanno abitato il convento oppure lo hanno frequentato assiduamente».

«San Marco non deve chiudere» conclude Silvio Calzolari, orientalista e storico delle religioni nonché anima del movimento di intellettuali e cittadini che si sta battendo còntro la chiusura. «È un presidio troppo importante per gli studiosi e per tutta la città di Firenze. È un patrimonio da difendere».

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